Fondazione Quirino De Ieso ETS

La Tecnica della “China in Sovrapposizione” o "China Retinata"

A metà degli anni Sessanta (circa 1966), in piena maturità e fama internazionale, Quirino De Ieso perviene alla creazione della sua intuizione più geniale e distintiva: la china in sovrapposizione, nota come "China Retinata", di cui è riconosciuto caposcuola mondiale.

Iconografia e Iconologia del Retinato

Tecnicamente, il retinato fa riferimento all'utilizzo di un pennino intinto in un vasetto d'inchiostro di china (bianco o nero, ma anche rosso o azzurro), finalizzato a realizzare una fitta rete su cartoncino, ad una o più trame intrecciate. Unica e irripetibile, l'opera è frutto della mano libera del Maestro ma, al tempo stesso, straordinariamente strutturata e ordinata, tale da far erroneamente pensare all'impiego di uno strumento di precisione come un righello o una squadretta.

L'esecuzione richiede un indice elevatissimo di difficoltà e una ragguardevole tempistica (anche diversi mesi di lavoro): la sgocciolatura non è ammessa, pena il fallimento dell'opera. La complessità in De Ieso non nasce dalla somma di parti, ma dalla sedimentazione di un unico gesto ripetuto in un processo organico e cumulativo, dove l'occhio e la mano si fondono in una lenta e poetica simbiosi che eleva la grafica a una dignità pari alla pittura a olio.

Come evidenziato da critici come il Prof. Paolo Levi, la produzione di "China Retinata" si accosta a quella dei grandi simbolisti del secolo scorso per il profondo contenuto iconologico che cela dietro la fitta trama, unendo inscindibilmente scienza e fede in un unico respiro creativo.

Analisi Storico-Artistica: Il paragone con l'Artigianato di Lusso e i Merletti di Bruges

Le composizioni a china in sovrapposizione su cartoncino, a livello di stima valutativa, sono perfettamente allineate ai valori di mercato dei maestri storici del Novecento europeo. Per cogliere l'essenza di questa tecnica spinta all'estremo, risulta affascinante il confronto con capolavori storici dell'artigianato di lusso, come i tappeti persiani (con densità superiori al milione di nodi per metro quadrato) e i merletti di Bruges, lavorati con aghi e fili di lino sottili come un capello.

Durante la presentazione del volume Artisti A. Mondadori a Firenze nel 2020, il critico Vittorio Sgarbi ha comparato le opere di De Ieso alla manifattura dei merletti di Bruges, incantando l'occhio dello spettatore con una texture certosina e minuziosa, e accostando la figura di De Ieso a quella di un uomo vissuto in epoca rinascimentale. Un calzante accostamento è ravvisabile anche con il mosaico bizantino: come le tessere viste da vicino formano un caos che a distanza si fonde in un'immagine sacra e luminosa, così il reticolo di De Ieso costruisce una mappa di forze psichiche o naturali dalla somma di frammenti di ombra e trasparenza.

Contestazione del Decorativismo e Ingegneria Ottica

La "China Retinata" non è una decorazione riempitiva, bensì strutturale. Non esiste una linea di contorno riempita: il volume nasce dalla variazione di frequenza del reticolo, in un approccio topologico e non decorativo. Scambiare questa precisione maniacale per freddezza o ripetitività stampata significa ignorare la genesi della forma. La macchina realizza senza errore e senza anima; l'uomo che replica con la precisione della macchina compie un atto di ascesi performativa e di dominio psicofisico (lo stato di flow).

Scientificamente, la superiorità di De Ieso risiede nella sua intuizione fisica della luce. Il suo retinato anticipa la logica del dithering digitale e della rasterizzazione, eseguita però con precisione biologica analogica. L'artista non stende il grigio, ma crea una densità variabile di nero puro su bianco assoluto. L'occhio umano, per sintesi additiva, fonde questi dati discreti in un continuum vellutato.

Geometria Sacra, Simbolismo e Valutazione di Mercato

All'interno delle trame ricorrono elementi geometrici di profonda valenza simbolica: il Triangolo (idea della Trinità e ascesi dell'uomo verso l'Universale) e il Cerchio (perfezione, completezza e l'eterno rincorrersi ciclico del Tempo). Ultimo esponente del simbolismo liberty come conclamato dal Prof. Paolo Levi, le opere di De Ieso sono presenti nelle collezioni delle case regnanti inglesi e belghe, presso le autorità ecclesiastiche e nelle dimore dei magnati di New York.

Quotazioni e Posizionamento di Mercato

Nei cataloghi dell'Arte Moderna Editoriale G. Mondadori, la quotazione del Maestro è contrassegnata dalla massima diffusione internazionale, espressa dalla Fascia Alta (A), frequenza (A) e estensione internazionale (INT). L'opera di Quirino De Ieso non rappresenta una mera corrente, ma un'anomalia di eccellenza e uno standard assoluto di rigore e visione nel panorama del Novecento.